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creep
prologo al cominciamento di un molto rigido viaggio.


Diario


22 febbraio 2011

"Si staccano così i capelli, le foglie, le gocce, le pagine."

"Si, signore. Non so come spiegarlo, ma da ieri mi sento diverso. Mi sembra di vedere avanti a me, lontano. So che percorreremo una strada lunghissima verso l'oscurità; ma so che non posso tornare indietro. Non è per vedere Elfi, né draghi, né montagne che ora voglio...Non so nemmeno io cosa voglio esattamente: ma ho qualcosa da fare prima della fine, qualcosa che si trova avanti a me e non nella Contea. Devo arrivare fino in fondo, signore, non so se mi capite."

(J. R. R. Tolkien - The Fellowship of the ring)




permalink | inviato da creep il 22/2/2011 alle 13:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Voglio dirvi un grande segreto, mio caro:

non aspettate il giudizio finale,

perché si celebra ogni giorno.

Albert Camus, La caduta

 

"Preferirei formulare la domanda così: perché si scrive? Tempo fa, quando ero giovane ascoltai Samuel Beckett rispondere: "Non mi rimane altro". Le risposte possibili sono tutte valide, ma con un punto interrogativo. Scriviamo perché temiamo la morte? Perché abbiamo paura di vivere? Perché abbiamo nostalgia dell'infanzia? Perché il passato è fuggito in fretta o perché vogliamo fermarlo? Scriviamo perché a causa della vecchiaia sentiamo nostalgia, rammarico? Perché vorremmo aver fatto una cosa e non l'abbiamo fatta o perché non dovremmo aver fatto qualcosa che abbiamo fatto e non avremmo dovuto? Perché stiamo qui e vogliamo stare lì e se stessimo lì non sarebbe stato meglio per noi restare qui? Come diceva Baudelaire: la vita è un ospedale dove ogni malato vuole cambiare letto. Uno crede che potrebbe guarire più in fretta se si trovasse accanto alla finestra e un altro pensa che starebbe meglio vicino al riscaldamento."

(Antonio Tabucchi)

"Comunque vada la tua scrittura, che sia gradita o ignota, difendine il diritto per chiunque. E se ti costerà, pagane allegro il prezzo, sei scrittore e hai responsabilità civile della libertà di pubblica parola.
Sento ripetere spesso nelle dispute la frase: "si vergogni". Lo faccio, mi vergogno ogni giorno e dovrei farlo più spesso. E' una buona misura di igiene personale, tiene i nervi in allerta, riordina i pensieri. Se mi capita di ricevere l'invito a vergognarmi, lo accolgo volentieri e auguro altrettanto. Fa bene vergognarsi. Ma non far passare liscia la frase che intima di tacere, negando il diritto di parola. Contrasta ovunque la censura, fai il bravo calzolaio e difendi il diritto di libero cammino. Sia questo il sacro per te: la libera parola scritta, detta, cantata, recitata, in ogni luogo pubblico."

(Erri de Luca)

 
"Compare Socrate influenzò Platone, che influenzò Aristotele, che non fu capito da Avicenna, secondo Averroè, che attaccò Al Ghazali, che influenzò Farid ad din 'Attar, che attaccò i filosofi greci. Io che sto diventando sabbia del deserto, ringrazio i venti che mi cambiano forma e punto di osservazione, un ideale perseguo, anacronistico e ridicolo: il miglioramento."
(Franco Battiato)


"Bisogna avere stile anche nei momenti peggiori."

(OfflagaDiscoPax)



Il motivo per cui la gente compone canzoni blues sta nel fatto che la vita è breve, dolce, e sfuggente.
Il blues da la prova della stranezza di ogni destino individuale.
(Charles Simic)
 


 

"In this world there are only two tragedies. One is not getting what one wants, and the other is getting it."

(Oscar Wilde)




"Forse è soprattutto nei viaggi che ho conosciuto la persuasione, e cioè il possesso presente della propria vita, la capacità di vivere l'attimo, ogni attimo e non solo quelli privilegiati ed eccezionali, senza sacrificarlo al futuro, senza annientarlo nei progetti e nei programmi, senza considerarlo semplicemente un momento da far passare presto per raggiungere qualcos'altro."
(Claudio Magris)





"Così in America quando il sole va giù e io siedo sul vecchio diroccato molo sul fiume a guardare i lunghi, lunghissimi cieli sopra il New Jersey e avverto tutta quella terra nuda che si svolge in un'unica incredibile massa fino alla Costa Occidentale, e tutta quella strada che va, tutta la gente che sogna nell'immensità di essa, e so che nello Iowa a quell'ora i bambini stanno certo piangendo nella terra in cui lasciano piangere i bambini, e che stanotte usciranno le stelle, e non sapete che Dio è Winnie Pooh?, e la stella della sera deve star tramontando e spargendo il suo fioco scintillìo sulla prateria, il che avviene proprio prima dell'arrivo della notte completa che benedice la terra, oscura tutti i fiumi, avvolge i picchi e rimbocca le ultime spiagge, e nessuno, nessuno sa quel che succederà di nessun altro se non il desolato stillicidio del diventar vecchi, allora penso a Dean Moriarty, penso persino al vecchio Dean Moriarty, il padre che mai trovammo, penso a Dean Moriarty."
(On the road)


 


 

 

 

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